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Esperanto - Reggio Emilia




Corso di ESPERANTO presso il centro culturale MULTIPLO di Cavriago
Via della Repubblica, 23 - 42025 CAVRIAGO (RE)

per informazioni e iscrizioni
ITINERE Servizi Culturali
0522/672266 e 340/6448315




benvenuti nel sito

ESPERANTO - REGGIO EMILIA

Alcuni anni orsono, mentre realizzavo il nuovo sito per gli Amici di Padre Aldo Bergamaschi, una persona mi parlò dell'Esperanto dicendomi che Padre Aldo lo riteneva uno strumento indispensabile per perseguire l'ideale della Pace nel mondo.

L'Esperanto rimase per qualche tempo in un angolo della mia mente, poi iniziai a studiarlo, prima a Reggio poi a Parma, poi seguendo anche corsi in rete ed infine collaborando ad uno di essi: EKPAROLU.

Il mio scopo, fin dall'inizio, è stato quello di usare l'Esperanto come lingua parlata, come strumento di comunicazione diretta e di conoscenza fra persone che vivono in paesi diversi, che hanno culture diverse, che parlano una lingua madre diversa.
Ma soprattutto lo scopo era ed è quello di fare tutto questo usando una seconda lingua che ogni uomo possa sentire come "propria" e non come una lingua straniera, di un altro paese.

Un altro desidero è sempre stato quello di dare un contributo per la diffusione dell'Esperanto.
Questo sito, così come gli altri due gratuitamente realizzati:
Esperanta Asocio "Giorgio Canuto" Parma
Itala fervojista Esperanto-Asocio
sono il frutto di quel desiderio.

Raffaele Franceschini
tel. 3331698526
email raffaelefra@gmail.com



In molte città sono presenti gruppi esperantisti, molti dei quali aderiscono alla Federazione Esperantista Italiana.


(In Emilia Romagna sono attivi i gruppi esperantisti di Parma, Fidenza, Reggio Emilia e Bologna. Singoli esperantisti si trovano nelle province di Ferrara, Forlì, Modena, Piacenza e Ravenna.)

perchè l'Esperanto ?




Si può scegliere di imparare l'Esperanto per i più diversi motivi, sia pratici che ideali.

Eccone uno suggerito dai Proff. Giordano Formizzi e Aldo Bergamaschi nel loro saggio:

"Quale Scuola per la Pace"

La pace non è né una virtù né un dono di Dio , è un risultato. Se vuoi ottenerlo devi fare qualcosa d'altro. Se vuoi la pace devi ricercare e recidere le radici che generano la guerra. E le radici sono essenzialmente tre: gli Stati Nazionali sovrani, la babele linguistica, la molteplicità delle religioni.
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Se, in linea teorica, la scelta di una lingua universale potrebbe cadere su una delle tante esistenti, o su quelle, o quella, oggi in posizione egemone; in linea pratica dubitiamo che esista, da parte di tutti, la volontà di consacrare giuridicamente un errore già commesso nel passato. Ciò che viene imposto per egemonia — sia essa politica o economica o culturale o religiosa — crea sempre frustrazione e infelicità, spirito di rivincita, nefasta competizione etnocentrica.

L'Esperanto, invece, non è una lingua tra lingue in corsa per vincere: è una lingua-concetto che ha il solo compito di risolvere il problema della comunicabilità interumana. Non è, infatti, la lingua di un popolo ma della «mente umana»; non è una invasione straniera ma un salto di qualità all'interno della specie umana. È un'invenzione al cui paragone il fuoco e la ruota risulterebbero giochi di bambini.

È una lingua neutrale e come tale non serve da strumento ad alcun potere perché è immune dalla tentazione «colonialista» e perché riporta tutti nella scuola di tutti anziché nella scuola di Atene o di Roma o di Parigi o di Mosca o di Washington.

È una lingua che possiede una vasta e varia letteratura di ineguagliabile duttilità e ricchezza lessicale.

È una lingua che per la sua struttura eminentemente logica sollecita in ogni pensante il richiamo alla totale «razionalità» umana e, nello stesso tempo, fà da strato argilloso protettivo a tutte le vene linguistiche conosciute.

È infine, la lingua più semplice che sia mai esistita e la più facile da apprendere sia dai bambini sia dagli adulti, come hanno dimostrato esperimenti condotti con rigore scientifico.


Giordano Formizzi — Aldo Bergamaschi
Università di Verona — 1991

Tratto da: Quale Scuola per la Pace



In sottofondo La fiŝkaptisto interpretata da Grazia Barboni Carniani

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